Enrico Merlin - Looking for… (a title)
Lol / IRD 2006
Warning:
Absolutely no synthesizers, keyboard or midi devices are present on these tracks!
All the souds, except where stated, are made on guitars.
1. Stone Puppets
2. Zimplar #1 - Blues For A Lost Soul
3. God Bless Eric Dolphy
4. Dust From A Crusher
5. Serenata Interrotta
6. In Following “Major Fatal” Footsteps
7. Fragile
8. Fibonacci
9. Electrician, Don’t Be Afraid Of The Dark
10. More Than Water In The Ocean
11. Little Wing
12. Return To Ciguri - Another Adventure of “Major Fatal”
13. Heldscalla
14. Ritual
15. Dust From A Crusher - Reprise
16. Darn That Dream
17. Zimplar #2 - Blues For A Lost Soul After The Bath
18. Cri, The Rain, Saturn And The Deserts Of Salt
Genere: This is modal/modular music
Time: what?
Input: http://www.myspace.com/enricomerlin
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Merlin è noto soprattutto per la sua eccellente attività di studioso (Miles Davis, ma non solo) e per essere la dinamo inarrestabile di diversi progetti musicali che vanno dal dixieland rivisitato alla sperimentazione fra rock e zappismi vari, versante che possiamo ben apprezzare in questo album. Al di là di qualche sporadica collaborazione esterna, i diciotto brani (comprese le cover di “Little Wing” e di “Darn That Dream”) sono stati realizzati integralmente dallo stesso Merlin, che ci tiene a sottolineare, nelle note di copertina, che l’album non contiene suoni provenienti da sintetizzatori e tastiere. Ascoltandolo ci torna in mente la definizione del cinema che il grande Alfred Hitchcock donava all’attento François Truffaut: non un trancio di vita, ma un trancio di torta. Ecco, in questo caso, la torta preparata amorevolmente da Enrico Merlin, contiene veramente di tutto, da sampler malandrini a elucubrazioni siderali, da voci rubate chissà dove ad assoli straripanti di appassionata conoscenza di mille universi musicali. Ma il tutto è amalgamato perfettamente e il sapore complessivo riesce ad essere ben definito e personale, come è giusto che sia. Davvero notevole.
http://www.allaboutjazz.com
Si parte con il suono della steel guitar poggiata sulle ginocchia, nuda e cruda, a cercare le note, e capiamo che c’è un viaggio che ci attende. Un percorso segnato dal richiamo per il blues sporco, contaminato dall’elettronica, come forma semi improvvisativa, ma anche da una perizia tecnica e da una lucidità quasi Frippiana. Enrico Merlin nasce a Milano nel 1964. Attualmente fa parte di diverse formazioni, tutte di area jazz, che spaziano dal ragtime all’avanguardia… diciotto brani che testimoniano una ricerca timbrica di alto livello. Non solo multilayering chitarristico, ma manipolazione sonora a 360 gradi, attraverso il trattamento di spezzoni rumoristici, frammenti radiofonici e musicali. Un patchwork sonoro che viaggia spesso in un clima irreale e sospeso, come dimostra la straniante dinamicità di un brano come Dust from a Crusher. Eppure, proprio quando sembra di aver afferrato il bandolo della matassa, di aver penetrato i segreti di questo lavoro, ecco gli squarci acustici che non ti aspetti (Serenata Interrotta), ecco il taglio deliziosamente funky latino di Electrician, Don’t Be Afraid of the Dark, la delicata dedica ai figli di More than Water in the Ocean, la cover di Little Wing di Jimi Hendrix appesa a una chitarra satura e whawhata.
Commento di klatubaradanikto 27 Aprile 2008 @ 1:16 amPaolo Carnelli