mind the gap
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ZU - Igneo
Wide Records - 2002
1. THE ELUSIVE CHARACTER OF VICTORY 2:16
2. SOLAR ANUS 3:52
3. ELI, ELI, ELU 6:27
4. ARBOL DE LA SPERANZA MANTENTE FIRME 2:31
5. MONTE ZU 4:54
6. UNTITLED SAMBA FOR KAT EX 2:16
7. MURO TORTO 5:00
8. TIKKUN OLAM 2:12
9. MAR GLACIALE ARTICO 9:11
______________
Band:
Massimo Pupillo - bass
Jacopo Battaglia - drums
Luca Mai - baritone & alto sax
Alberto Mattaroccia - live sound
Guest:
Fred Lonberg-Holm - cello 1,3,8
Ken Vandermark - tenor sax 5,9
Jeb Bishop - trombone 9
Recorded and Mixed by:
Steve Albini, Electrical Audio, Chicago, 12-15 Dec 2001
Genere: stati di agitazione
Tempo: relativo
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Gli Zu, rispetto all’esordio “Bromio” già edito da Wide Records nel 1999, estremizzano maggiormente il loro jazz-core, accostandolo al free più evoluto e al rock estremo, portandolo su territori in cui diventa davvero minima la differenza tra la ricerca di strutture ben definite ed il caos, proprio dell’improvvisazione rumoristica.
Senza parole. Ancora a sottolineare la ricerca di ritmi ossessivi difficili da affiancare a parole o a melodie di qualsiasi tipo, mancanza che certo non si nota e che anzi contribuisce a rendere questo lavoro ancora più eclettico.
Titoli come “Airbol de la Esperanza Mantente Firme” o “Monte Zu” sono capitoli di un unico libro scritto con mano sapiente e si incastonano in un progetto sconvolgente in termini di ritmo, privo dei tratti rassicuranti di un 4/4 ordinario e pieno di una precisione meticolosa che solo le mani esperte dei nostri amici romani sanno dipingere.
In “Muro Torto”, l’episodio forse meglio riuscito, il ritmo rallenta e accellera e ancora rallenta, ed ecco che la macchina riparte e avanza con l’incedere dei passi striscianti di un ubriaco che balla, richiamando infine le atmosfere notturne di Tortoisiana memoria.
Quello che non manca perciò è la tecnica ben espressa ma non esasperata del basso e della batteria, sempre schiena a schiena anche nei tratti meno evidenti, vedi “The Elusive Character of Victory ” o “Mar Glaciale Artico”.
Ci si affida al sax per cercare un filo di Arianna, accompagnatore e guida nello stesso tempo per uscire da questo labirinto perverso tutt’altro che rassicurante. Sempre in bilico fra follia e razionalità.
Questo secondo episodio della saga “Zu” (per gli amanti del vinile in versione speciale da 220 grammi) prodotto e mixato dal grande Steve Albini, è forse ancora più particolare e può scoraggiare orecchie poco allenate o chiuse a sonorità secche e dirette. Senza più la tromba di Roy Paci, il disco si arricchisce di nomi quali Fred Lonberg-Holm (violoncello), Ken Vandermark (sax tenore) e Jeb Bishop (trombone), collaborando spesso dal vivo o in studio con musicisti come The Ex, Nomeansno, Karate, Fantomas, The Ruins, e in particolare con Eugene Chadbourne, con cui gli Zu hanno inciso due cd: The Zu Side Of The Chadbourne e Motorhellington.
Definire prevedibile in questo lavoro uno stacco o una melodia è come risolvere il più oscuro degli indovinelli.
Perciò se siete amanti del made in italy e avete voglia di mettervi in discussione provate a domare questa bestia infuocata, ma attenzione, chi gioca col fuoco….
Luca su http://www.mescalina.it
Commento di klatubaradanikto 1 Aprile 2008 @ 11:33 pmhttp://massmirror.com/e99c13e989cb0dfdeb3302c8d231d0b2.html
Commento di klatubaradanikto 2 Aprile 2008 @ 12:43 am