klaatu barada nikto


16 Marzo 2008, 12:08 am
Archiviato in: blues, chanson, experimental

Gavin Bryars with Tom Waits - Jesus’ Blood Never Failed Me Yet

Point Records 1993

Tracklist:

  1. Jesus’ Blood Never Failed Me Yet
    Tramp with orchestra I (String Quartet)
    27.06
  2. Jesus’ Blood Never Failed Me Yet
    Tramp with orchestra II (low strings)
    15.17
  3. Jesus’ Blood Never Failed Me Yet
    Tramp with orchestra III (no strings)
    4.48
  4. Jesus’ Blood Never Failed Me Yet
    Tramp with orchestra IV (full strings)
    6.07
  5. Jesus’ Blood Never Failed Me Yet
    Tramp with Tom Waits with Full orchestra
    19 .38
  6. Jesus’ Blood Never Failed Me Yet
    Coda: Tom Waits with High strings
    1.48

Genere: serena liturgia, pacata etilosi
Durata: ad libitum

Jesus’ blood never failed me yet
SIm7 Mi7 SIm7
Never failed me yet
MI7 LA+
Jesus’ blood never failed me yet
RE7+ DO#7 FA#-
There’s one thing I know
LA7 MI+
For he loves me so
Sim7 MI+


4 Commenti finora
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Londra, 1971.
Gavin Bryars, compositore che doveva ancora cogliere i trionfi di pubblico degli anni a venire, sta collaborando con il regista Alan Powers per un film sui senzatetto che vivono nei dintorni della Waterloo station; Bryars deve fornire materiale sonoro e, durante le riprese, registra voci, commenti, canzoni.

Molte di queste sono canzoni di ubriachi, arie d’opera, canzoni popolari. Dalla voce di una di queste persone, invece, esce un inno religioso, “Jesus blood never failed me yet”.

Gran parte del materiale non verra’ usato nel film e rimane nelle mani di Bryars, che all’epoca sta cominciando a concepire alcune idee di musica concreta (La musica concreta utilizza suoni “veri”, quindi voci, rumori e quant’altro, insieme a strumenti tradizionali. Se oggi, con i campionatori, questo ci sembra ovvio e banale, cosi’ non era trent’anni fa, quando per avere cose del genere era necessario usare il nastro magnetico NdR ). Questo frammento, soprattutto, è rimasto particolarmente caro a Bryars, che - dopo poco - si accorge del fatto che la melodia del vagabondo e’ intonata col suo pianoforte. Bryars comincia quindi a suonarci sopra, a concepire idee.

Ma e’ solo l’inizio.

La registrazione dura venticinque secondi: troppo pochi, e’ quindi necessario mandarla in loop tramite un nastro chiuso ad anello, seguendo peraltro uno dei procedimenti cardine del minimalismo: l’individuazione di una cellula sonora, che, replicata, fornisce lo scheletro del brano. E qui avviene la rivelazione: durante una delle sedute di composizione, in studio, Bryars dimentica il loop attivo e va al piano di sotto a prendere un caffe’, lasciando la porta aperta. Quando torna indietro, nello studio di pittura attiguo alla sala incisione, colmo di artisti solitamente vivaci e rumorosi, c’e’ il silenzio, gente con lo sguardo fisso, uno che addirittura singhiozza. E sullo sfondo la voce di questo vagabondo, che canta “Jesus blood never failed me yet, there’s one thing I know, for He loves me so…”. Nessuno ha smesso di lavorare, nessuno si e’ in apparenza accorto del nastro.
Bryars comincia quindi a orchestrare il loop, ma andandoci con i piedi di piombo, per evitare di scalfire l’enorme potere emozionale di questa composizione.

Cominciano quindi gli esperimenti che portano alla prima incisione, nel 1975, limitata dalla lunghezza di un LP. Ma il pezzo non si ferma, e Bryars continua ad evolverlo, per concerti e altre incisioni.

Quando esce la versione in cd, nel 1993, Bryars presenta una versione di 74 minuti di questa composizione, in cui il loop e’ ripetuto quindi circa centocinquanta volte.

Il primo pensiero, quindi, e’ “Che du’ palle!”. Ma e’ perche’ non l’avete ancora sentito.

E quindi mettiamo il cd nel lettore e ascoltiamo.

Lentamente, dal silenzio, ecco la voce del vagabondo, che viene poco alla volta raggiunta da un quartetto d’archi che ne accompagna il canto, al quale si aggiungono arpa, organo e alcune percussioni. L’accompagnamento si evolve, fino a sfociare nella seconda sezione, in cui la parte centrale dell’accompagnamento e’ svolta da sei violoncelli, eleganti e signorili, e da una campana, a cui lentamente si aggiunge un coro; nel terzo segmento gli archi spariscono completamente, lasciando posto ai fiati e al coro, fino a ricomparire tutti insieme, scuri e chiari, (tra gli archi si definiscono “chiari” gli strumenti ad accordatura piu’ acuta, come violini e viole, e “scuri” quelli piu’ gravi, come violoncelli e contrabbassi, NdR). Finche’ si penserebbe che l’evoluzione del brano si sia conclusa, quando avviene un’autentica sorpresa: arriva una voce che si mette a duettare con il vagabondo.
Questo e’ molto particolare: per la prima volta in quasi un’ora c’e’ qualcuno che duetta, non accompagna.
E dopo qualche secondo di stupore, riconosciamo la voce: una voce unica, roca all’inverosimile, che sa di whisky e di motel, di sigarette e di notti all’addiaccio, di amore e di morte, per dirla con Baricco ‘La voce di tutti i barboni del mondo’.

Tom Waits

E Tom si mette a cantare col barbone, se non lo si sapesse non si direbbe mai che Waits sta duettando con un loop cantato da una persona che non conosce. Perche’ i due sembrano conoscersi, e anche bene, sembra che stiano cantando insieme da tutta la notte, mentre camminano lungo le Banks londinesi, sotto una luna e con un freddo micidiale.
E cantano, cantano, cantano, “come se non avessero fatto nient’altro per tutta la vita” (sempre Baricco, vedi nota).
Deve purtroppo giungere anche la fine, il vagabondo se ne va, rimane Tom Waits, che se ne andra’ presto anche lui, accompagnato dai soli archi chiari e dal coro, andando a finire in un tripudio di luce.

La collaborazione di Waits non e’ casuale: racconta Bryars che nel 1982 Waits gli telefono’ per chiedergli una copia della prima edizione di questo disco, dato che l’aveva persa e che era “il suo disco preferito”: nell’edizione 1993, quindi, e’ naturale che Bryars coinvolga nel lavoro un fan di lusso come Tom Waits.

Cente in http://www.covodeglisbronzi.it

Commento di klatubaradanikto 16 Marzo 2008 @ 12:14 am

Ho sentito la prima volta questo pezzo su RadioRai anni fa, sarà stato il ‘94 0 ‘95, nel cuore della notte; ne conservo ancora una provvidenziale registrazione in cassetta.
Era solo un segmento di circa 10 minuti ma fu abbastanza per affascinarmi e ora, nell’era di internet e del tutto e subito, spingermi a recuperare finalmente la versione completa con Waits e quella più breve apparsa in Lp negli anni ‘70. Stay tuned

Commento di klatubaradanikto 16 Marzo 2008 @ 12:19 am

In 1971, when I lived in London, I was working with a friend, Alan Power, on a film about people living rough in the area around Elephant and Castle and Waterloo Station. In the course of being filmed, some people broke into drunken song - sometimes bits of opera, sometimes sentimental ballads - and one, who in fact did not drink, sang a religious song “Jesus’ Blood Never Failed Me Yet”. This was not ultimately used in the film and I was given all the unused sections of tape, including this one.

When I played it at home, I found that his singing was in tune with my piano, and I improvised a simple accompaniment. I noticed, too, that the first section of the song - 13 bars in length - formed an effective loop which repeated in a slightly unpredictable way. I took the tape loop to Leicester, where I was working in the Fine Art Department, and copied the loop onto a continuous reel of tape, thinking about perhaps adding an orchestrated accompaniment to this. The door of the recording room opened on to one of the large painting studios and I left the tape copying, with the door open, while I went to have a cup of coffee. When I came back I found the normally lively room unnaturally subdued. People were moving about much more slowly than usual and a few were sitting alone, quietly weeping.

I was puzzled until I realised that the tape was still playing and that they had been overcome by the old man’s singing. This convinced me of the emotional power of the music and of the possibilities offered by adding a simple, though gradually evolving, orchestral accompaniment that respected the tramp’s nobility and simple faith. Although he died before he could hear what I had done with his singing, the piece remains as an eloquent, but understated testimony to his spirit and optimism.

The piece was originally recorded on Brian Eno’s Obscure label in 1975 and a substantially revised and extended version for Point Records in 1993. The version which is played by my ensemble was specially created in 1993 to coincided with this last recording.

Gavin Bryars.

Commento di klatubaradanikto 16 Marzo 2008 @ 12:21 am

La storia è questa. Gavin Bryars è un musicista contemporaneo non facile da etichettare. Nei negozi ­ quando ce l’hanno ­ lo mettono a volte nel reparto classica, a volte in quello jazz, a volte nelle colonne sonore, a volte dove capita. Ha fatto musiche per opere teatrali, per film, per programmi tv, opere classiche a se stanti, progetti d’avanguardia. Una volta stava girando per Londra con un registratore in cerca di suoni per un programma della BBC. Si imbattè in un barbone forse ubriaco che trascinava ripetitivamente tra i pochi denti una canzoncina. Non era proprio una canzoncina. Una specie di canto religioso: diceva “Il sangue di Gesù non mi ha mai tradito finora”, e lo ridiceva, e lo ridiceva. Bryars si portò a casa il suo nastro e lo tenne lì. Ogni tanto lo riascoltava e ci pensava su.
“Jesus blood never failed me yet” fu pubblicato nel 1993. Dura settantatrè minuti. Per settantatrè minuti si ripete circa centocinquanta volte la stessa strofa sottratta quella notte alla voce del barbone londinese, campionata e ripetuta per tutta l’opera e accompagnata da un arrangiamento orchestrale sempre più denso, che parte da pochi archi e si arricchisce man mano di altri strumenti, cori, e infine una seconda voce solista che chiude la composizione sottobraccio al barbone. Una voce straordinaria, e la più associabile a quella di un barbone ubriaco, avrà pensato Bryars prima di telefonare a Tom Waits. Il disco è straordinario, unico, notturno, struggente.

Luca Sofri

Commento di klatubaradanikto 16 Marzo 2008 @ 12:23 am



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