klaatu barada nikto


Onora il padre, la madre e i Primus !
19 Novembre 2007, 11:48 pm
Archiviato in: experimental, funk, primus, prog, psichedelia, psychedelic polka, rock

Primus - Hallucino-Genetics

Live 2004 (audio from dvd)



Les Claypool
: Bass, Vocals
Larry LaLonde: Guitars
Tim “Herb” Alexander: Drums

This release is the very first concert / live DVD ever from legendary rockers, Primus. Filmed at their last show in June, 2004 at the Aragon Ballroom in Chicago, this DVD captures the band at their live peak. The Hallucino-Genetics Tour this summer culminated a year of hugely successful live performances for the original line-up of the band. Recent Primus concerts have been two set affairs, delivering two and a half hours of live music, with the second set being a complete album performance. For the Hallucino-Genetics Tour, Primus played their classic studio debut Frizzle Fry in its entirety. That album was a massive hit on both sides of the Atlantic when it was released in 1990 - Frizzle Fry contains some of the band’s best known and most loved songs.

Set 1 tracks include: Sgt Baker, American Life, My Friend Fats, Jerry Was A
Race Car Driver, The Last Superpower aka Rapscallion, My Name Is Mud, Southbound Pachyderm.

Set 2 tracks include: (Frizzle Fry in its entirety): To Defy The Laws Of Tradition, Groundhog’s Day, Too Many Puppies, Mr Knowitall, Frizzle Fry, John The Fisherman, You Can’t Kill Michale Malloy, The Toys Go Winding Down, Pudding Time, Sathington Willoughby, Drum And Whamola Jam, Spegetti Western, Harold Of The Rocks, To Defy, (Encore) The Pressman

Durata: 2 hr 31 min 53 sec
Genere: Primus


2 Commenti finora
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Primus sucks! Les Claypool, californiano doc classe 1963, voce e basso dei Primus, non è un essere umano, e il trascorre degli anni (e degli album) ha fatto si che l’ipotesi che si trattasse di una specie di fumetto andato a male, a metà tra l’homocartoon rabbittiano e l’acid white/black di Frank Miller, non apparisse poi così remota, neppure ai più autorevoli commentatori. Prima di intraprendere qualsivoglia trattazione sul gruppo in questione, è opportuno rinfrescarsi la memoria, e consultare il dizionario della lingua italiana alla voce “alternativo”. Una volta trovata è d’uopo provvedere all’eliminazione concettuale di tale definizione, indossare un paio di bermuda, modellare i capelli con un impasto gelatinoso di dubbia provenienza, afferrare la tavola da surf e sognare l’onda perfetta. Ma non basta… occorre agguantare la summa omnia di quanto la cultura rock abbia generato nel corso di tre decadi (gli anni settanta, ottanta e novanta), mescolare l’infuso, agitarlo e spalmarlo su un 33 giri. La fase preliminare è così conclusa. Quando nel lontano 1983 viene scartato dai neonati Metallica, Les Claypool è un talentuoso musicista ventenne, un po’ fricchettone, che ha passato l’intera adolescenza bazzicando l’ambiente delle band locali della costa, come i Tommy Crack Band, i Sausage (che riformerà nel 1994) e i Blind Illusion, nei quali milita anche il futuro chitarrista dei Primus, Ler LaLonde. Sul finire degli ottanta, con gli amici Todd Huth e Jay Lane fonda i Primate, ma i due abdicano poco dopo. A questo punto Claypool convoca d’urgenza LaLonde e il batterista Tim Alexander. E’ il 1989, nastro azzurro per il mondo del rock: sono nati i Primus. Il primo vagito della band, manco a dirlo, è qualcosa di decisamente sui generis: Suck On This, un live energico che fotografa da vicino la potenzialità del trio, in una serie di istantanee sudate e stropicciate, dove a fare la parte del gigante è la micidiale tecnica slap di Claypool. Esordire con un disco dal vivo si rivela essere stata una mossa azzeccata: all’indomani del primo lavoro in studio, Frizzale Fry (1990, Caroline), i Primus hanno la possibilità di esibirsi davanti al pubblico dei Faith No More e dei Jane’s Addiction, che li scelgono come supporters per i loro rispettivi tour. L’anno dopo è la volta di Sailing The Sea Of Cheese (Interscope), capolavoro indiscusso del gruppo, capace di tenere la testa alle uscite grunge del periodo, sia per una sezione ritmica da brividi (basti pensare a brani come Eleven o Fish On) sia per la versatilità comica ed irriverente delle liriche firmate da Claypool. I risultati raccolti sono importantissimi: 500 mila copie vendute e la soddisfazione di avere tra i credits, un artista del calibro di Tom Waits. Divenuti un fenomeno culturale, e soprattutto band di cartello in numerosi festival estivi, i Primus seguitano a sfornare album a distanza ravvicinata. Nel 1993, preceduto dalla raccolta di cover Miscellaneous Debris, viene pubblicato il concept Pork Soda (Interscope), che conferma quanto di buono si era finora detto sui Primus, compensando la parziale assenza di lampi di genio incontrollato (che abbondavano nell’episodio del ’91) con una partitura di spessore che punta alla realizzazione di un suono più compatto e unito, seppur sempre sopra le righe. Nel 1994, Claypool trova il tempo per fare un disco con la sua vecchia band, i Sausage, con i quali realizza il trascurabile “Riddles are abound tonight”. Tales From The Punchbowl (1995, Interscope) apre una fase di transito lunga un triennio, che porterà alla realizzazione di un altro album in studio, il laconico Brown Album (1997, Interscope), all’allontanamento del batterista Alexander (rimpiazzato da Brian Mantia) e all’(in)aspettato episodio solista Highball With The Devil (1996, Interscope). In questi millenovantacinque giorni la stampa americana si arrovella sulla categoria di riferimento nella quale incastonare Les Claypool, montando e smontando, sette anni di pareri, definizioni, insulti, acclamazioni, dichiarazioni e recensioni. La sentenza passa in giudicato: i Primus sono una band in crisi e né l’ennesima raccolta di cover Rhinoplasty (1997, Interscope) né l’atteso Antipop (1999, Interscope) che annovera ospiti di lusso come Tom Morello, Fred Durst, Tom Waits e Stewart Copeland, sembrano volgere a favore di Claypool e compagni. A partire da questo momento l’attenzione intorno alla band cala vertiginosamente. I progetti collaterali di Claypool sono così numerosi che tenerne il conto è impossibile: con i Fearless Flying For Briagade realizza due album live di sole cover nel 2001 (il primo incentrato su materiale dei Beatles e dei King Crimson, il secondo, invece, interamente imperniato su Animals dei Pink Floyd) ed uno in studio, “Purple Onion”, nel 2002. Con il noto chitarrista Buckethead, il tastierista Bernie Worrel e l’ex Primus Brian, da vita alla crew Colonel Claypool’s Bucket of Bernie Brains, che si concentra inizialmente sulla sola attività concertistica. Rimarginati i rapporti con il batterista Brian, Claypool incide, insieme a LaLonde, l’ep/dvd Animals Should Not Try To Act Like People (2003, Interscope) e il documentario live Hallucino - Genetic Live 2004. Sempre nello stesso anno pubblica la versione in studio dei Colonel Claypool’s Bucket of Bernie Brains: “The Big Eyeball In The Sky”. In attesa che i Primus regalino ai propri fans il loro ottavo album (al riguardo sono innumerevoli le indiscrezioni fornite dalla rete), Claypool sta lavorando alla regia del suo primo film: “Electric Apricot”.
(Vittorio Bertone)

Commento di klatubaradanikto 20 Novembre 2007 @ 12:01 am

From Scaruffi.com:

Greatest rock bass players of all times:
1° Les Claypool (Primus)
Greatest rock drummers of all times:
7° Tim Alexander (Primus)
Greatest rock guitarists of all times:
after 50° and before 100° Larry Lalonde

Commento di klatubaradanikto 20 Novembre 2007 @ 12:13 am



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