e se tornasse l’estate?
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Nouvelle Vague – Nouvelle Vague
Peacefrog 2004
Classic new wave, punk and dark songs covered
by Marc Collin and Olivier Libaux in bossanova style
JOY DIVISION : Love will tear us apart (feat. Eloisia) DEPECHE MODE : Just can’t get enough (feat. Eloisia) TUXEDOMOON : In a manner of speaking (feat. Camille) THE CLASH : Guns of Brixton (feat. Camille) P.I.L. : (This is not a) love song (feat. Melanie Pain) DEAD KENNEDYS : Too drunk to fuck (feat. Camille) THE SISTERS OF MERCY : Marian (feat. Alex) XTC : Making plans for Nigel (feat. Camille) THE CURE : A forest (feat. Marina) MODERN ENGLISH : I melt with you (feat. Silja) THE UNDERTONES : Teenage Kicks (feat. Melanie Pain) KILLING JOKE : Psyche (feat. Sir Alice) THE SPECIALS : Friday night, saturday morning (feat. Daniella D’Ambrosio)
durata: 46:38
genere: bossanova, lounge, cover
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[...] “Nouvelle Vague” è un disco delizioso.
Delizioso come l’estate e come l’estate velocemente deperibile.
Però l’estate ritorna, ritorna ogni anno e fa si quest’opera una fenice. O una sempreverde ciclicità.
Per due motivi: per l’eternità raggiunta epidermicamente dalla bossanova. Per l’eternità raggiunta e midollare del post-punk. Sempre di onde nuove si tratta, che siano francesi come i nostri due autori, brasilere come Jobim e i Gilbertos, o anglosassoni come gli autori dei pezzi originali qui coverizzati.
E’ difficile buttare giù due righe se nel frattempo la musica scorre attorno. Se i movimenti del mio capo o il ticchettare ritmico delle dita sulla mia tastiera sono reali, beh, l’unica cosa che mi viene in mente è riempire con tali immagini il mio concetto di “irresistibilità”.
L’idea è furba: iniziare la celebrazione di musica ancora troppo vicina nel tempo per prendere il posto di Gianni Morandi e Caterina Caselli nei lettori di noi al passaggio fra la condizione di figli a quella di genitori, e decontestualizzarla però in maniera radicale.
Per accentuare l’effetto straniamento cooptare più vocalists donna di giovane età, sincerandosi che non conoscano la materia cantata, e ammantare poi il tutto di campanacci, fischietti, chitarre acustiche e spazzole.
Il risultato è sorprendente, ammaliante, freschissimo, sensualmente penetrante.
E così la voce di Andrew Eldritch, quintessenza di caverna ugolare platonica, diventa il morbido velluto di sospiri di Alex; l’inglesità nasale di Colin Moulding diviene la strascicata lascivia di Camille; mentre il lamento viscerale di Robert Smith perso nella foresta tutto solo muta, al passaggio fra le corde vocali di Marina, in una scena con Emmanuelle nel boschetto poco al largo di una tenuta coloniale. (Perché tanto, in fondo, alla fine anche i Cure presero ad usare la marimba).
E solo per sineddoche indicherò la stupenda “In a manner of speaking” dei Tuxedomoon che qui spicca per dolcezza e suadenza, come classico assoluto, in originale ed in cover.
Sembra stata scritta dai Nouvelle Vague, ovvero da Marc Collin e Olivier Libaux, due furbastri geniali, due marpioni scaltri a cui rendiamo onore, perché tanto, tornerà un altro inverno, cadranno mille petali di rose e la neve coprirà tutte le cose..
(http://www.indiepop.it/bands/nouvellevague.htm)
Comment di klatubaradanikto 17 Novembre 2007 @ 11:07 am